Ukulele Club Milano

IL Mercoledì è il giorno dell’appuntamento con l’Ukulele Club Milano;
siete tutti invitati, ukulelisti e non, a suonare o ad ascoltare!
Il nostro circolo stato scelto come sede operativa del
Ukulele Club Milano.
l’Ukulele Club Milano e’ un gruppo di appassionati e neofiti che si trovano per suonare insieme, scambiarsi esperienze, ma soprattutto, bersi una birretta in compagnia!
Appuntamento fisso tutti i mercoledì dalle 21.00 per confrontarsi, imparare, suonare insieme.
Ukulele:
La principale caratteristica sonora dello strumento è il forte attacco seguito da uno smorzamento velocissimo
Di forma minuscola, con il corpo e il piccolo manico l’ukulele fu inventato nel 1879 da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii. Il nome in lingua hawaiana significa pulce saltellante e sembra sia collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.
Esiste in almeno cinque diverse versioni, a seconda della lunghezza della tastiera e della grandezza del corpo. Dalla più piccola alla più grande sono: sopranino, soprano, concerto, tenore e baritono. Ha quasi sempre quattro corde singole (a volte ordini doppie o triple).
L’ukulele soprano, che è il più diffuso, è accordato — come altre chitarre di origine iberica, usate in America Latina e nelle isole Canarie — con accordatura rientrante (cioè con la sequenza della corde non organizzata dalla più grave alla più acuta), dalla corda più in alto a scendere: sol4, do4, mi4, la4. Il quarto ordine, sol, è quindi accordato all’ottava superiore (un tono sotto al cantino). Tuttavia è piuttosto comune sostituire questa corda con un Sol di diverso diametro, accordato all’ottava inferiore.
L’ukulele è comunemente associato con la musica delle Hawaii, tuttavia ha goduto di un ampio utilizzo anche nella musica rock e pop, grazie ad artisti soprattutto britannici e statunitensi che ne hanno apprezzato il suono singolare. Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi i gruppi che scelgono di utilizzare l’ukulele nei propri arrangiamenti.
Il prezzo degli ukulele varia in base alla manifattura e i materiali dello strumento. Ad esempio, un ukulele prodotto dai più esperti liutai Hawaiani, in Acacia koa, può arrivare a costare migliaia di dollari.
Storia
Nella seconda metà dell’Ottocento, circa 20 000 lavoratori portoghesi si trasferirono nelle Hawaii per lavorare nei campi di canna da zucchero. Tra gli immigrati di origine portoghese (per la precisione di Madeira) c’erano anche Augusto Dias, Jose do Espirito Santo e Manuel Nunes. Questi, essendo esperti liutai, dalla combinazione della braguinha di Madeira e del rajão, inventarono l’ukulele. La braguinha è uno strumento simile al cavaquinho, e prende il nome dalla città portoghese Braga.

Divenuto immediatamente molto popolare in Polinesia, nei primi anni del XX secolo, il piccolo strumento ebbe un periodo di grande successo grazie ad artisti come Roy Smeck al punto che spesso le partiture delle musiche dell’epoca riportavano la tablatura per ukulele. Negli anni trenta, la Grande depressione che investì gli Stati Uniti coinvolse anche il piccolo strumento ma al tempo stesso, lo vide fiorire in Gran Bretagna grazie alla musica di George Formby. Negli anni sessanta riacquistò una certa popolarità grazie ad interpreti come Tiny Tim che conferivano all’ukulele un carattere più scherzoso e gruppi come i Beach Boys che lo utilizzavano talvolta per comporre le proprie canzoni. Con il passare del tempo nacquero innumerevoli gruppi e club dedicati all’ukulele, sparsi in tutto il mondo. Nel frattempo le Hawai’i, aperte ad una nuova giovinezza grazie ad una nuova ondata di turismo, si affermavano sulla scena mondiale come patria indiscussa dell’ukulele. Ad oggi si contano numerosi festival dedicati a questo strumento, il più importante si tiene ogni anno ad Honolulu ed è organizzato da Roy Sakuma sin dalla prima edizione tenutasi nel 1971.

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