CONCERTATO

Sabato 14 ottobre ore 21:30
ingresso 5€
testi di Santo R Saraco , da Vagabondo e A cosa servon le parole,
con Martina Manera
concertazione: Amalia de Bernardis
suggestioni musicali: L. Einaudi , Terra di Calabria , G. Gaber , Kunsertuè
Segue dopo lo spettagolo: mega jam session di musiche del sud!

CONCERTATO è uno spettacolo, un percorso segnato da ciò che c’è di più umano.
E’ fatto di parole semplici come Amore, Attesa, Fragilità, Freschezza, Respiro, Tempo.
E’ una donna vestita di rossa passione , che con dolcezza e trasporto tira le fila di un’esistenza trascorsa e ancora da fare.
Il ricordo prende la forma di due pugni stretti e un sorriso.
Poi si converte in battito di mano sul petto, forte e chiaro. Scarica liberatoria e necessaria.
Si può tornare indietro per andare avanti?
Si può guardare come le canne ondeggino al vento senza spezzarsi.
E lo strofinio diviene palpabile e vero. Può essere semplice ascoltare una canzone.
La parola si avverte nel petto, rimane impigliata fra i capelli, riempie la bocca, scivola dalle mani.
La parola è come integrata ed integrante, disintegrata e grata.
La storia si riavvolge e passa nuovamente dal via, dove il balzo oltre, questa volta, non fa paura e porterà ad inevitabile bellezza.

L’autore delle poesie è un giovane calabrese che vive a Torino.
Queste sue origini suggestionano molto il suo sentire e il suo scrivere.
Il legame alla terra natia è viscerale. C’è ardore nei suoi occhi e c’è il mare nella sua penna.
Concertato _ nasce da questo incontro.
Dopo aver visto una produzione Cantiere Altrigo, Santo R espresse il desiderio di trasformare le sue poesie in teatro.
Iniziò, così, un percorso di lettura, scelta, taglio, miscuglio, sfilacciamento, combinazione di parti.
Ed è proprio a quest’ultima che si deve il titolo del lavoro.
Nell’uso calabrese c oncertare significa mettere insieme i pezzi.
pezzi .
Questi pezzi in cui c’è qualcosa di me, di te, di noi.
Questi pezzi in cui c’è soltanto vita in una disarmante genuinità, dove gli occhi si riempiono di natura e vento e il cuore si libera dai fronzoli inutili e dalle questioni ingombranti.
La sua poesia scorre, va e torna, prende il volo e si sbriciola al contatto col suolo.
Le parole semplici e dirette che usa hanno fatto sì che l’agire scenico divenisse un tracciato respirato, concreto ed altrettanto dritto verso il punto. Anche la scenografia stessa ne diventa affermazione.
La leggerezza, la naturalezza e l’essenziale diventano, dunque, forte priorità e chiamata limpida e vigorosa. Come l’amore, radice profonda, detta e manifesta.
Concertato_ nasce come una giornata.
Il mattino è pregno di calma, di mani femmine capaci e gesti trasmessi; il pomeriggio è il ricordo e il presente stesso della festa, della scarica vitale, dell’aggrapparsi al corpo, della liberazione.
Il giorno srotola le abitudini, acquista linee maschili che hanno direzioni, tempi e dilatazioni precise.
Mentre la sera si sta nella tregua, e ci si concede di riempirsi le orecchie, ascoltare tutto e aprirsi al desiderio. Ma non è finita qui.
E’ concesso ancora un pezzo di vita in più, una possibilità, che è il darsi la possibilità tutta.Dove saltare a passo svelto, innalzarsi, gioire e rituffarsi nelle nuvole in basso che, viste da un altro angolo, non sono più fitte e scure, ma lasciano spiraglio a speranza, amore e voglia di dire, di comunicare, di essere sinceri, di fare. Finalmente.
E via verso.
Apertura delle braccia e del petto; lavata di faccia nella freschezza, nella bellezza, nell’altezza;
prendere fiato a grandi boccate; realizzare che forse si può essere capaci di sentire e permettersi l’adesso.
Concertato_
Concertato è uno spettacolo che ha un cuore.
Un nucleo dove, un passo dopo l’altro, ci si può fermare e concedere del tempo.
Un tempo possibile, aperto, che può contenere tutto.
Un tempo dove il respiro apre il petto, dove l’acqua lava il dubbio e rende immortali le promesse.
Un tempo di fiori freschi.
Un tempo dove la serenata può avere inizio.
Concertato _ è parlato, mosso, vissuto, per leggerezza.

Comments are closed.