1° Workshop del Ukulele Club Milano

Primo workshop del Ukulele Club Milano
a condurlo sarà il maestro Jontom
Il programma della giornata:
ore 12:00 Pranzo
ore 13:00 seconda sessione di registrazione de “L’italiano” per la Youkulele Orchestra.
ore 14:00 workshop con Jontom
ore 17:30 domande, birretta e chiacchiericcio!
ATTENZIONE: per l’iscrizione al workshop scriverete a info@youkulele.com
Jontom:
Nato a Roma alla fine degli anni ’70. Ha iniziato a suonare una tastiera giocattolo a 5 anni e poi è andato avanti studiando pianoforte in Accademia, produzione audio, orchestrazione e produzione musicale per film e videogiochi a Berklee Online. Nel frattempo, la passione per la musica lo ha condotto alla batteria, al basso, all’armonica diatonica e all’otamatone.
Ha iniziato a comporre colonne sonore per il teatro sin da quando avevo 18 anni. Anni più tardi, i suoi brani hanno iniziato ad apparire su diversi network e progetti indipendenti sparsi per il mondo.
Il viaggio con l’ukulele è iniziato nel 2007 con I Need You Both,3 anni più tardi ha fondato i Readme.txt con Martina Marinucci e collaborato con Max Pezzali.
Nel 2011 è stato invitato alla 41esima edizione dell’Ukulele Festival Hawai’i, al Melbourne Ukulele Festival, al Parker’s Crossroads Festival in Tennessee e ha organizzato il primo YOUkulele Festival a Roma.
Nel 2012 ha inciso l’EP Likelike Highway con Violetta Zironi e l’album Lilikoi. Ha aperto il concerto acustico di Pete Doherty a Scandiano e collaborato con Cassandra Raffaele e Marco Ligabue.
Nel 2013 e tornato in Tennessee, aprendo il concerto serale del Crown Winery Guitarfest.
Nel 2014 ha partecipato in qualità di Maestro di ukulele alla prima puntata di Si può fare su Rai1, insegnando l’ukulele a Marco Columbro e Sergio Múñiz. Pochi mesi più tardi ha prodotto e arrangiato l’EP Playa insieme a Sergio.
Nel 2015 ecco la sua seconda opportunità per tornare ad esibirmi ad Honolulu, alla 45esima edizione dell’Ukulele Festival Hawai’i.
Ha scritto No Panic, il popolare metodo per ukulele, ed è l’ideatore e responsabile del sito italiano dell’ukulele YOUkulele.com
Ukulele:
La principale caratteristica sonora dello strumento è il forte attacco seguito da uno smorzamento velocissimo
Di forma minuscola, con il corpo e il piccolo manico l’ukulele fu inventato nel 1879 da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii. Il nome in lingua hawaiana significa pulce saltellante e sembra sia collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.
Esiste in almeno cinque diverse versioni, a seconda della lunghezza della tastiera e della grandezza del corpo. Dalla più piccola alla più grande sono: sopranino, soprano, concerto, tenore e baritono. Ha quasi sempre quattro corde singole (a volte ordini doppie o triple).
L’ukulele soprano, che è il più diffuso, è accordato — come altre chitarre di origine iberica, usate in America Latina e nelle isole Canarie — con accordatura rientrante (cioè con la sequenza della corde non organizzata dalla più grave alla più acuta), dalla corda più in alto a scendere: sol4, do4, mi4, la4. Il quarto ordine, sol, è quindi accordato all’ottava superiore (un tono sotto al cantino). Tuttavia è piuttosto comune sostituire questa corda con un Sol di diverso diametro, accordato all’ottava inferiore.
L’ukulele è comunemente associato con la musica delle Hawaii, tuttavia ha goduto di un ampio utilizzo anche nella musica rock e pop, grazie ad artisti soprattutto britannici e statunitensi che ne hanno apprezzato il suono singolare. Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi i gruppi che scelgono di utilizzare l’ukulele nei propri arrangiamenti.
Il prezzo degli ukulele varia in base alla manifattura e i materiali dello strumento. Ad esempio, un ukulele prodotto dai più esperti liutai Hawaiani, in Acacia koa, può arrivare a costare migliaia di dollari.
Storia
Nella seconda metà dell’Ottocento, circa 20 000 lavoratori portoghesi si trasferirono nelle Hawaii per lavorare nei campi di canna da zucchero. Tra gli immigrati di origine portoghese (per la precisione di Madeira) c’erano anche Augusto Dias, Jose do Espirito Santo e Manuel Nunes. Questi, essendo esperti liutai, dalla combinazione della braguinha di Madeira e del rajão, inventarono l’ukulele. La braguinha è uno strumento simile al cavaquinho, e prende il nome dalla città portoghese Braga[1].

Divenuto immediatamente molto popolare in Polinesia, nei primi anni del XX secolo, il piccolo strumento ebbe un periodo di grande successo grazie ad artisti come Roy Smeck al punto che spesso le partiture delle musiche dell’epoca riportavano la tablatura per ukulele[2]. Negli anni trenta, la Grande depressione che investì gli Stati Uniti coinvolse anche il piccolo strumento ma al tempo stesso, lo vide fiorire in Gran Bretagna grazie alla musica di George Formby. Negli anni sessanta riacquistò una certa popolarità grazie ad interpreti come Tiny Tim che conferivano all’ukulele un carattere più scherzoso e gruppi come i Beach Boys che lo utilizzavano talvolta per comporre le proprie canzoni. Con il passare del tempo nacquero innumerevoli gruppi e club dedicati all’ukulele, sparsi in tutto il mondo. Nel frattempo le Hawai’i, aperte ad una nuova giovinezza grazie ad una nuova ondata di turismo, si affermavano sulla scena mondiale come patria indiscussa dell’ukulele. Ad oggi si contano numerosi festival dedicati a questo strumento, il più importante si tiene ogni anno ad Honolulu ed è organizzato da Roy Sakuma sin dalla prima edizione tenutasi nel 1971.

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